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Sul nostro pianeta è quasi impossibile trovare rocce costituite solo da atomi di ferro, oppure rocce costituite solo da atomi di alluminio. La maggior parte degli atomi di metalli si trova in minerali o rocce costituiti da atomi diversi tra di loro tenuti insieme da forti legami chimici secondo schemi che si ripetono ordinatamente nello spazio. Per quanto riguarda invece l’oro, l’argento, il rame, il platino, può capitare, con un po’ di abilità e di fortuna, di trovare campioni costituiti da atomi metallici tutti uguali tra di loro, generalmente piccoli campioni sferici o dalle forme irregolari, ammaccati ed arrotondati, detti “pepite”. Questi metalli sono stati ritrovati in pepite pure sin dai tempi più antichi e gli uomini ne hanno osservato e studiato le proprietà ed i comportamenti.


Poiché in natura è quasi impossibile trovare materiali costituiti da ferro puro, questo metallo era quasi sconosciuto nell’antichità, lo si poteva trovare (mescolato a nichel) nei meteoriti che in rare occasioni precipitavano sulla Terra. Invece i ritrovamenti di rame allo stato nativo nell’antichità erano relativamente frequenti e quest’abbondanza, unita alle buone proprietà meccaniche e chimico-fisiche del rame, ne hanno fatto un metallo di fondamentale importanza tra il 4000 A. C. ed il 2000 A. C., un periodo chiamato proprio “età del rame”.

I metalli nativi venivano lavorati per battitura, oppure venivano fuse insieme piccole quantità di metallo e versate in uno stampo per ottenere un oggetto più grande e di una forma ben definita.

La fusione veniva realizzata utilizzando un crogiuolo di pietra, una fornace, blocchi di rame detti “pani”, pelli, mantici e pinze di legno. Ho chiesto a Gemini di creare il disegno di un’antica fornace. Il risultato mi sembra nel complesso buono, anche se il mantice è invertito e nessun tentativo di correggerlo è andato a buon fine…

Il crogiuolo si otteneva scavando una conca all’interno di una pietra delle dimensioni e della forma opportune. Si utilizzava la pietra poiché anche al di sopra dei 2000 gradi non fonde. Quando i pani di rame si erano del tutto fusi, il fonditore afferrava le pinze e spostava il crogiuolo rovesciandone il contenuto in uno stampo.

A pochi metri di distanza dal Parco Archeominerario di San Silvestro si trova
Bibliografia:
Carme Mayans – Il pugnale extraterrestre di Tutankhamon – Storica National Geographic 2 dicembre 2022
T. Matsui, R. Moriwaki, E. Zidan, T. Arai – The manifacture and origin of the Tutankhamen meteoritic iron dagger – Meteoritic & Planetary Science Volume 57 Issue 4, April 2022 pages 747-758
Andrea Semplici – “Bianca e sfolgorante appare la Rocca…” Guida al Parco Archeominerario di San Silvestro – I Parchi Della Val Di Cornia S.p.A. 2011
Gabriele Cateni – La Toscana degli Etruschi – Editoriale Il Tirreno 1993
Altre fonti:
ArchaeoReporter – I nuovi scavi archeologici a Villamarzana, grande centro sul Po tra le età del bronzo e del ferro.
ArchaeoReporter – Archeologia di Venezia: l’età del bronzo in laguna. Tra le ipotesi la produzione del sale.
ArchaeoReporter – L’alba della Laguna di Venezia: le scoperte archeologiche del Bronzo recente a Mira
